IPPOTERAPIA

Non si tratta certo di una disciplina sportiva, ma di un utilizzo nobile del cavallo, di una collaborazione assai importante che ancora questo animale offre all’uomo in maniera del tutto disinteressata per aiutarlo a risolvere alcuni suoi handicap, psichici o fisici.
La pratica dell’ ippoterapia, o rieducazione equestre, è antichissima; Senofonte ad esempio fa cenni precisi sui benefici dell’andare a cavallo già nelle sue prime opere a tema equestre.

In termini necessariamente semplificati possiamo dire che l’ippoterapia consiste in una ginnastica ‘ritmica’ che il cavaliere è portato a fare dal movimento regolare del cavallo.
Questo mivimento rilassato e cadenzato del cavallo al passo riesce a sollecitare fasce muscolari ‘interne’ del cavaliere più difficilmente influenzabili con tecniche riabilitative considerate tradizionali.
Naturalmente su questo principio di base medici e fisioterapisti hanno elaborato una serie di esercizi ginnici particolari che rendono ancor più piacevole - oltre che maggiormente benefico - il rapporto con il cavallo.

Ogni cavaliere naturalmente, prima di essere avviato a questa attività terapeutica vera e propria, viene accuratamente esaminato da personale specializzato, secondo la gravità dell’handicap e le possibilità reali di recupero.
I benefici sono comunque assolutamente positivi; la casistica indica addirittura numerosissimi casi di portatori di handicap che sono passati, dopo le lezioni di ippoterapia, anche a praticare una attività equestre autonoma, partecipando a trekking o piccole gare.
Come detto, oltre ai benefici fisici, si ottengono anche miglioramenti dello stato psicologico; per il portatore di handicap infatti muoversi in autonomia, saper condurre un animale decisamente più imponente di lui, entrare in contatto intimo e
soprattutto esclusivo con un altro essere vivente è decisamente una grande conquista.

Tutte le sedute di ippoterapia, in uno qualunque dei numerosi centri che si trovano in tutto il mondo, e naturalmente anche in Italia (dove si può contare, in alcune città, anche dell’apporto dell’Esercito) sono naturalmente seguite passo passo da personale specializzato, compresi degli assistenti che conducono il cavallo da terra, per evitare anche il più piccolo rischio.
I cavalli utilizzati per questa pratica possono appartenere a qualsiasi razza; spesso soggetti di una certa età, che magari hanno smesso da tempo l’attività agonistica ma che hanno tutte le caratteristiche di pazienza e docilità fondamentali per questa utilissima collaborazione.